FAQS

A Primark siamo orgogliosi dei prezzi bassi che riusciamo a proporre. Qualunque sia il vostro budget, vi offriamo un assortimento straordinario di abbigliamento alla moda e accessori per la casa, a un costo che vi sorprenderà.

A volte ci viene chiesto come riusciamo a combinare il nostro livello di convenienza con procedure operative eticamente adeguate.

Non è un segreto: gestiamo il nostro business in modo diverso dagli altri marchi.

Poiché molti nostri prodotti sono simili a quelli della concorrenza, riusciamo a risparmiare effettuando ordini di ampia portata agli stabilimenti e ai fornitori nostri partner. Inoltre evitiamo le spese associate a elementi di contorno, al contrario di altri rivenditori. Ad esempio, potreste avere notato che non investiamo in spot televisivi e solo raramente in altra pubblicità. E poi, se possibile, cerchiamo di utilizzare imballaggi molto semplici. Non troverete costosi appendiabiti, tag di prezzo o etichette sui prodotti di Primark.

Tutto questo significa che siamo in grado di tradurre i nostri risparmi in maggiore convenienza per voi. Allo stesso tempo, comunque, anche se i prezzi sono bassi, gli standard che imponiamo a noi stessi e a chi ci rifornisce sono rigorosi. Esplorate questo sito per conoscere meglio il nostro lavoro con i fornitori e i loro stabilimenti.

Il benessere delle persone che realizzano prodotti per Primark è importante per noi. Noi non possediamo stabilimenti e selezioniamo con cura le persone con cui collaboriamo. Richiediamo a ogni fornitore e stabilimento che produce per noi di conformarsi a standard riconosciuti a livello internazionale e definiti nel Codice di condotta di Primark. Il Codice si basa sugli standard dell'Ethical Trading Initiative (ETI), elaborati sulle normative dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL). Questo documento impone la predisposizione di condizioni lavorative sicure e igieniche.

Prima del nostro primo ordine, un membro del Team del commercio etico e della sostenibilità ambientale di Primark illustra gli standard richiesti ai potenziali fornitori e ai loro stabilimenti. Il team esegue anche un'ispezione formale delle condizioni prima di approvare uno stabilimento per la manifattura dei prodotti di Primark. Le ispezioni ci consentono di ottenere un quadro dettagliato delle condizioni operative e offrono ai lavoratori l'opportunità di illustrarci, in via riservata, la loro vita nello stabilimento. Successivamente, le fabbriche approvate vengono ispezionate una volta all'anno, nell'ambito del nostro programma di monitoraggio. Conduciamo ispezioni annunciate, parzialmente annunciate e senza preavviso, nonché centinaia di controlli casuali a sorpresa ogni anno, volti a valutare problemi specifici. Nel 2017, il 61% delle nostre ispezioni è stato effettuato senza preavviso, il 21% è stato annunciato parzialmente, mentre il 18% è stato condotto previo avviso.

Se le ispezioni rilevano non conformità rispetto al Codice, presentiamo allo stabilimento un piano d'azione che specifica le procedure per risolvere i problemi riscontrati. Sappiamo che per molte persone i fornitori di Primark rappresentano la principale fonte di sostentamento. Per questo preferiamo cooperare con i fornitori e le loro fabbriche, che così possono introdurre i cambiamenti necessari. Ma, se rileviamo criticità, non esitiamo a prendere provvedimenti tempestivi. Ad esempio, interrompiamo gli ordini finché non verifichiamo che le appropriate misure correttive siano state adottate. E, in casi estremi, rinunciamo a collaborare con un fornitore finché non dimostra l'impegno necessario per adeguarsi ai nostri standard.

Visitate la sezione "Persone e produzione" per conoscere meglio il nostro lavoro con i fornitori e i loro stabilimenti.

Primark non possiede stabilimenti. Noi selezioniamo e approviamo stabilimenti e fornitori che realizzano prodotti su nostro incarico. Ogni fabbrica che produce articoli per Primark è tenuta a soddisfare gli standard definiti nel Codice di condotta dell'azienda. Il Codice impone il pagamento di retribuzioni in linea con i parametri del settore o previsti dalla legge, in base all'importo superiore tra i due. Dichiara inoltre che i salari devono sempre essere sufficienti a soddisfare le esigenze basilari dei lavoratori e a fornire reddito superiore al necessario per la sussistenza. Il Codice si basa sugli standard dell'Ethical Trading Initiative (ETI), elaborati sulle normative dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL).

Tutti i fornitori hanno l'obbligo di attenersi al Codice, nell'ambito dei termini e delle condizioni che disciplinano il business con Primark. Ispezioniamo ogni stabilimento che produce per noi almeno una volta all’anno, o più di frequente, per verificare se gli standard del Codice vengono soddisfatti. Questi controlli accertano, fra l'altro, che tutti i fornitori offrano retribuzioni in linea con il Codice di condotta, che è stato stilato in ottemperanza ai requisiti di legge.

Inoltre collaboriamo con altri, nell'intento di aumentare i salari per i lavoratori nel settore dell'abbigliamento. Siamo tra i membri fondatori di Action, Collaboration, Transformation (ACT), un'iniziativa che riunisce rivenditori, produttori e sindacati a livello internazionale al fine di sostenere retribuzioni migliori nella catena di fornitura del settore tessile e dell'abbigliamento. L'iniziativa ha creato una piattaforma globale per l'industria, su cui fondare accordi di contrattazione settoriali collettivi per i salari dei lavoratori.

Primark non possiede stabilimenti e seleziona con cura i propri fornitori. Richiediamo a chiunque realizzi prodotti per noi di attenersi al nostro Codice di condotta, nell'ambito dei termini e delle condizioni che disciplinano il business con Primark. Il Codice enumera una serie di requisiti rigorosi che coprono aree quali la retribuzione, le politiche di impiego e la salute e la sicurezza. Si basa sugli standard dell'Ethical Trading Initiative (ETI), elaborati sulle normative dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL).

Prima di effettuare il primo ordine, un membro del Team del commercio etico e della sostenibilità ambientale di Primark, disponibile in loco nei paesi chiave per gli approvvigionamenti, incontra il personale dello stabilimento per illustrare gli standard che richiediamo e svolgere un'ispezione formale. Le ispezioni ci consentono di valutare la performance di una fabbrica rispetto al Codice di condotta. Nel caso di nuovi fornitori e dei loro stabilimenti, un’ispezione ci permette di controllare l’adeguatezza delle condizioni dell’ambiente di lavoro, prima dell'approvazione. Quindi torniamo a ispezionare ogni stabilimento almeno una volta all’anno per verificare se i nostri standard vengono soddisfatti.

Se rileviamo non conformità al Codice, offriamo alla fabbrica il supporto e l'orientamento appropriati per migliorare. Per risolvere i problemi riscontrati, a ogni stabilimento viene trasmesso un Piano di azioni correttive. Preferiamo collaborare con fornitori e stabilimenti in modo da agevolare l'implementazione delle modifiche richieste - sappiamo infatti che molti lavoratori dipendono dal business con Primark per la propria sussistenza. Ma, se rileviamo criticità, non esitiamo a prendere provvedimenti tempestivi. In casi estremi, rinunciamo a collaborare con un fornitore finché non dimostra l'impegno necessario per adeguarsi ai nostri standard.

Per maggiori informazioni, visitate la sezione "Persone e produzione".

Primark vieta tassativamente il ricorso al lavoro minorile per la produzione dei propri articoli. Ciò è chiaramente definito nel Codice di condotta, che si basa sugli standard dell'Ethical Trading Initiative (ETI) e dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL). Il Codice enumera una serie di requisiti rigorosi a cui i fornitori e gli stabilimenti hanno l'obbligo di attenersi e che coprono aree quali la retribuzione, le politiche di impiego e la salute e la sicurezza. Per l’inclusione nell’elenco degli stabilimenti approvati da Primark, ogni struttura produttiva viene controllata in riferimento agli standard del nostro Codice di condotta. Questo impone anche di verificare che i lavoratori soddisfino i requisiti minimi di età indicati nel Codice di condotta di Primark. Quindi le fabbriche vengono ispezionate una volta all'anno. Le ispezioni ci consentono di ottenere un quadro dettagliato delle condizioni all’interno delle fabbriche sia dei nuovi fornitori che di quelli già approvati. Sono essenziali per consentirci di verificare se gli standard riconosciuti a livello internazionale vengono rispettati.

Inoltre ci avvaliamo del contributo di esperti locali e internazionali, per identificare meglio le posizioni nelle catene di fornitura globali più vulnerabili ai rischi di impiego di manodopera minorile. Grazie alla loro assistenza, possiamo affrontare questa problematica critica e formare fornitori, lavoratori e comunità sull'importanza dell'istruzione per i bambini. Abbiamo integrato questi principi e metodologie in programmi esistenti, quali SAVE - un programma che gestiamo nell'India del sud, dove abbiamo organizzato la popolazione locale in Worker Education Group, al fine di permettere la discussione di tematiche locali o di respiro più ampio.

Primark vieta tassativamente il ricorso al traffico di persone e al lavoro forzato per la produzione dei propri articoli. Ciò è chiaramente specificato nel nostro Codice di condotta - una serie di requisiti rigorosi al quale ogni fornitore e stabilimento ha il vincolo di attenersi per poter collaborare con Primark. Il Codice di condotta si basa sugli standard riconosciuti a livello internazionale dell'Ethical Trading Initiative (ETI), a loro volta elaborati sulle normative dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL).

Primark ispeziona ogni singolo stabilimento in riferimento al Codice prima di effettuare il primo ordine e, successivamente, almeno una volta all'anno. Nel caso di nuovi fornitori e dei loro stabilimenti, un’ispezione ci permette di controllare l’adeguatezza delle condizioni dell’ambiente di lavoro, prima di approvare l’utilizzo di uno stabilimento.

Potete leggere qui la nostra dichiarazione sul Modern Slavery Act.

No, non possediamo stabilimenti. In effetti, il 98% delle fabbriche che fanno prodotti per Primark lavorano anche per altri brand. E selezioniamo con cura le persone con cui collaboriamo. Per essere inclusa nella lista di stabilimenti approvati da Primark, ogni fabbrica viene controllata in riferimento a standard riconosciuti a livello internazionale e definiti nel Codice di condotta di Primark. Dopo l’approvazione, è responsabilità del Team del commercio etico e della sostenibilità aziendale, che conta oltre 100 esperti dislocati in paesi chiave per gli approvvigionamenti, monitorare la conformità al nostro Codice di condotta. Questo gruppo ispeziona ogni stabilimento almeno una volta all’anno, o più di frequente, per verificare se gli standard internazionali vengono soddisfatti.

Per maggiori informazioni, visitate la sezione "Persone e produzione".

Paul Lister, responsible for Primark’s Ethical Trade and Environmental Sustainability Team, said: “Five years on from the Rana Plaza building collapse in Bangladesh, Primark continues to support those who were affected and over the period has contributed a total of over $14 million in aid and compensation. In June 2017 Primark signed the 2018 Transition Accord, reaffirming Primark’s commitment to collaborate with other brands, factory owners, NGOs, trade unions and the Government of Bangladesh to bring about sustainable positive change in the Bangladeshi garment industry.”

Paul Lister, responsabile del Team per il Commercio Etico e la Sostenibilità Ambientale di Primark, ha commentato: “A cinque anni dal crollo del Rana Plaza in Bangladesh Primark continua a sostenere le persone colpite, e ha contribuito in questo periodo di tempo con oltre 14 milioni di dollari in aiuti e supporto finanziario. Nel giugno 2017, Primark ha firmato l’Accordo di Transizione 2018, rinnovando l’impegno dell’azienda a collaborare con altri brand, proprietari di fabbriche, ONG, sindacati e Governo del Bangladesh per apportare miglioramenti tangibili e sostenibili all’industria tessile del Paese.”

No. Noi non possediamo stabilimenti e selezioniamo con cura le persone con cui collaboriamo. Effettuiamo ordini esclusivamente con fornitori che si impegnano a produrre per noi in stabilimenti con condizioni lavorative appropriate, trattando le persone con rispetto e garantendo retribuzioni eque. Come condizione indispensabile per collaborare con noi, richiediamo a ogni fabbrica di sottoscrivere il Codice di condotta di Primark. Il Codice si basa sugli standard dell'Ethical Trading Initiative (ETI), a loro volta elaborati sulle normative dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL). Il Codice tratta argomenti quali la retribuzione, le politiche di impiego e la salute e sicurezza.

Prima che Primark effettui il primo ordine, un membro del nostro Team del commercio etico e della sostenibilità ambientale fa visita allo stabilimento, per spiegare gli standard richiesti e svolgere un’ispezione formale delle condizioni attuali dell’ambiente di lavoro. Approviamo una struttura produttiva esclusivamente se è conforme alle condizioni previste. Una volta verificata e approvata, qualsiasi fabbrica viene ispezionata almeno una volta all'anno.

Se le ispezioni rilevano non conformità rispetto al Codice di condotta, presentiamo allo stabilimento un piano d'azione che specifica le procedure per risolvere i problemi riscontrati e richiediamo che venga approvato formalmente dalla direzione. In ogni caso, preferiamo cooperare con i fornitori e le loro fabbriche, che così possono introdurre i cambiamenti necessari facendo riferimento ai risultati delle nostre ispezioni. Ma, se rileviamo criticità, non esitiamo a prendere provvedimenti tempestivi. In casi estremi, rinunciamo a collaborare con un fornitore finché non dimostra l'impegno necessario per adeguarsi ai nostri standard.

Visitate la sezione "Persone e produzione" per conoscere meglio il nostro lavoro con i fornitori e i loro stabilimenti.

In qualità di grande rivenditore, con una rete di più di 325 punti vendita in 11 paesi, per noi è essenziale contenere l'impatto ambientale dei negozi al massimo possibile. Abbiamo implementato una varietà di sistemi. Ad esempio, in quasi tutti i negozi utilizziamo un sistema di gestione dell’edificio che ci consente di verificare se i negozi vengono diretti con efficienza. Abbiamo anche creato l’Energy Reduction Group (Gruppo per la riduzione del consumo energetico) al fine di individuare nuovi modi per risparmiare energia. Questo team ha introdotto nuove tecnologie quali il sistema ERICC, che fornisce agli store manager in quasi 100 negozi informazioni e consigli in tempo reale sull’uso dell’energia, oltre a programmi di formazione per lo staff.

Per contenere i costi e limitare l’impatto ambientale, richiediamo agli stessi veicoli che consegnano i nostri prodotti ai negozi di raccogliere il materiale riciclabile e riportarlo ai centri di distribuzione per il riciclaggio. Così si riduce il numero di automezzi sulla strada e la quantità di operazioni di raccolta di rifiuti in loco, presso i negozi.

Inoltre è importante trovare la destinazione migliore possibile per gli articoli invenduti. I nostri punti vendita in Europa donano i capi invenduti all'ente di beneficenza Newlife sin dal 2010. Newlife è un'organizzazione specializzata nell'assistenza ai bambini disabili e malati terminali, e alle loro famiglie, tramite il finanziamento di attrezzature e il supporto di infermieri qualificati. Negli Stati Uniti collaboriamo con l'associazione no-profit K.I.D.S./Fashion Delivers.

Per maggiori informazioni, visitate la pagina "Pianeta”.

Primark non acquista materie prime direttamente. Al contrario, gli stabilimenti e i fornitori che abbiamo approvato sono responsabili per l’approvvigionamento delle materie prime utilizzate nei nostri prodotti. È importante per noi che i nostri partner si procurino materie prime responsabilmente. Per questo abbiamo sottoscritto il Sustainable Clothing Action Plan (SCAP), di WRAP, che comprende una serie di target del settore da conseguire insieme a numerosi altri rivenditori, marchi e organizzazioni. A SCAP presentiamo regolarmente i tipi e le quantità di materie prime utilizzate dai fornitori nei nostri prodotti. Inoltre registriamo il paese di origine dei materiali e dei tessuti impiegati, in modo da essere in grado di tracciarne la provenienza.

Desideriamo andare oltre la tracciatura delle materie prime per accertare che derivino da fonti sostenibili. Partiamo dal cotone. Il cotone è una delle più importanti fibre naturali impiegate per realizzare i nostri prodotti. La nostra ambizione di lungo termine è fare in modo che tutto il cotone utilizzato nella nostra catena di fornitura provenga da fonti sostenibili. Nel 2013 ci siamo associati agli esperti di agricoltura di CottonConnect e Self-Employed Women’s Association (SEWA) in India per creare il Primark Sustainable Cotton Programme. Si tratta di un programma finalizzato a formare i contadini su metodi di coltivazione sostenibili, in modo che riescano a migliorare la propria esistenza incrementando i profitti. Il programma è stato avviato con 1.251 coltivatori donna e ha ottenuto un enorme successo. Da allora l'abbiamo ampliato fino a coinvolgere altri 10.000 coltivatori donna in India. Ci siamo anche impegnati a formare 20.000 coltivatori in Pakistan attraverso una partnership con una ONG locale, REEDS (Rural Education and Economic Development Society).

Inoltre Primark ha sottoscritto il Cotton Pledge, del Responsible Sourcing Network (RSN), impegnandosi a non utilizzare consapevolmente il cotone uzbeko per la produzione di articoli finché il governo dell’Uzbekistan non interromperà la pratica del lavoro coatto per bambini e adulti nel settore del cotone. Il Cotton Pledge è stato firmato nel 2015 e, nel 2016, è stato esteso al Turkmenistan, in seguito a resoconti che documentavano pratiche di lavoro forzato in tale paese, nel settore del cotone.

Per maggiori informazioni, visitate la pagina "Pianeta".

Fornitori e stabilimenti ricorrono a un'ampia gamma di tessuti e tinture per realizzare i prodotti di Primark. Per noi è importante che i fornitori prendano provvedimenti appropriati per rendere le catene di fornitura più sostenibili. Questo, naturalmente, riguarda anche le sostanze chimiche utilizzate.

Primark ha aderito al programma della ZDHC Foundation, i cui obiettivi sono la rimozione dall'uso di alcune sostanze chimiche, reputate nocive, e la loro sostituzione con alternative più ecocompatibili. In particolare abbiamo sottoscritto la Manufacturing Restricted Substances List (MRSL, Lista delle sostanze per la produzione soggette a restrizioni) della ZDHC, che elenca le sostanze chimiche che i fornitori non possono utilizzare per la produzione dei nostri articoli. Inoltre ci atteniamo alla Product Restricted Substance List (PRSL, Lista delle sostanze soggette a restrizioni nei prodotti), che si basa su normative della UE e degli Stati Uniti e riporta a fornitori e stabilimenti i limiti delle sostanze chimiche nei materiali utilizzati per la fabbricazione dei nostri prodotti. Aggiorniamo costantemente le liste MRSL e PRSL e pubblichiamo ogni nuova versione sul nostro sito Web. Nel 2014, abbiamo aderito alla campagna Detox di Greenpeace e ci siamo impegnati a eliminare determinate sostanze chimiche dalla nostra catena di fornitura entro il 2020. Da allora, pubblichiamo resoconti periodici sui nostri progressi in questo senso.

Siamo partner degli esperti in catene di fornitura sostenibili Solidaridad e cooperiamo con la Società Finanziaria Internazionale (IFC, International Finance Corporation) ai programmi Partnership for Cleaner Textile (PaCT) in Bangladesh e Better Mills Initiative in Cina. Entrambi i progetti hanno erogato formazione ai manager delle industrie e investito in tecnologie concepite per limitare il consumo di acqua e migliorare la gestione delle sostanze chimiche impiegate per le tinture e i lavaggi. Queste due iniziative dimostrano che siamo in grado di verificare che gli stabilimenti non utilizzino sostanze chimiche soggette a restrizioni e stiano valutando come ottimizzare l'impiego dell'acqua, per permetterci di mantenerci conformi ai nostri standard di sostenibilità.

No, attualmente non utilizziamo materiali Fairtrade. Tuttavia, ci stiamo impegnando per produrre in modo sostenibile una delle principali fibre utilizzate nei nostri indumenti, il cotone. Nel 2013, ci siamo associati agli esperti di agricoltura di Cotton Connect e SEWA (Self-Employed Women’s Association) in India al fine di introdurre un nuovo programma studiato specificamente per formare e sostenere i coltivatori, affinché adottino metodi di coltivazione sostenibili. Il programma ha lo scopo di aiutare i contadini a coltivare più cotone con modalità tali da ridurre al minimo l'impatto ambientale. Abbiamo ottenuto risultati eccezionali da quando il programma è stato lanciato, e nel 2016 è stata annunciata un'estensione di sei anni per sostenere altre 10.000 donne in India. Nel 2018, inoltre, ci siamo impegnati a formare anche 20.000 coltivatori in Pakistan attraverso una partnership con una ONG locale, REEDS (Rural Education and Economic Development Society).

I test sugli animali non sono consentiti ai fornitori che realizzano prodotti per Primark. Qualsiasi nostro fornitore che produca articoli contenenti materiali di origine animale, come la lana, deve rispettare standard riconosciuti a livello internazionale per la protezione degli animali, in tutta la nostra catena di fornitura.

No, non vendiamo prodotti che contengono mohair e non intendiamo ordinarli nel futuro

La qualità è al centro dell’attenzione di Primark. Vogliamo che i clienti apprezzino i loro prodotti Primark, che li trovino perfetti per se stessi, che possano lavarli o indossarli comodamente e che vi si affezionino, come a capi da utilizzare sempre, anche dopo molto tempo.

Abbiamo implementato un processo di assicurazione della qualità affidabile, che inizia dalla progettazione e dallo sviluppo dei prodotti e attraversa tutti i processi di produzione, dallo stabilimento al negozio. In questo modo ci accertiamo che i prodotti di Primark siano adatti allo scopo, creati per durare e conformi alle normative e agli standard.

Naturalmente, ci dispiace se veniamo a sapere che un articolo di Primark non ha soddisfatto le aspettative e, senza dubbio, consideriamo questo inconveniente una lezione da apprendere.