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Ti presentiamo lo stilista Bevan Agyemang

Con l'arrivo delle basse temperature, abbiamo recuperato un caro alleato della stagione autunno/inverno: l'abbigliamento a strati! Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Bevan Agyemang, lo stilista del nostro ultimo shooting, per chiedergli qualche consiglio sullo stile a strati e non solo…

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Jayne Bibby
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Bevan si è sempre definito un artista multidisciplinare per via del suo interesse in vari aspetti del settore creativo. La sua carriera è infatti iniziata come fotografo e si poi evoluta nella moda. Da dove ha iniziato? "Ho sempre avuto un forte interesse per l'antropologia, i modelli comportamentali e gli studi culturali", spiega. "Molto della fotografia si basa sullo spazio in relazione a composizione e luce. Ho iniziato a usare stili locali negli spazi a me più prossimi per comunicare la mia identità. L'abbigliamento ha cominciato quindi ha diventare linguaggio e io ho sviluppato una comprensione più profonda attraverso il mio stile."

Attraverso la passione per l'intero ciclo espressivo, dalla ricerca, allo styling e alla fotografia per arrivare poi al risultato finale, siamo riusciti a scoprire il nocciolo creativo di Bevan. "La ricerca è probabilmente l'innesco da cui traggo ispirazione. Amo le storie e le immagini intrise di sostanza. Io registro, conservo e riproduco. A volte, le idee che nascono si conservano oppure si esprimono attraverso elementi della personalità. Queste idee poi si risvegliano quando le condizioni diventano più favorevoli e a quel punto si concretizzano."

Lo shooting della nostra ultima campagna incarna l'essenza e i valori di Primark. Con il nostro brand rappresentiamo tutti, amiamo celebrare le diversità, l'inclusività e l'unità in tutto quel che facciamo. E questo è anche ciò che ama Bevan. "La conoscenza delle mie radici culturali ghanesi mi ha permesso di vivere la mia realtà. Ho smesso di alimentare una semplice narrazione e sono diventato autore di me stesso." Quanto c'è delle sue radici ghanesi nei lavori di Bevan e quanto sono importanti, queste, per lui? "Credo che all'inizio fosse qualcosa che desideravo fortemente comunicare perché lo stavo scoprendo e documentando proprio in quel momento. È probabilmente il fulcro di tutto, ma ci sono anche altri elementi altrettanto importanti per il mio lavoro. Il mio spazio è in continua evoluzione ed è ciò che dà linfa alle mie opere."

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Abbiamo inoltre voluto chiedere a Bevan quanto sia importante per lui far conoscere agli altri culture diverse attraverso i suoi lavori. "Lascio che siano gli altri a interpretare i miei lavori", spiega. "So benissimo che il bagaglio culturale di ciascuno di noi è diverso, quindi ci sono cose che inevitabilmente si perdono nella comprensione. Allo stesso tempo, però, voglio che le persone si interroghino su tutto. Far conoscere culture diverse agli altri è importante, ma è il successivo approfondimento che metterà radici nel cuore."

Durante il nostro ultimo servizio fotografico, com'è riuscito Bevan a dare vita al look personale di ogni modello e, al contempo, a rendere omaggio alla loro diversità attraverso il suo stile? "Credo che la firma dell'autore sia essenziale in un'immagine. Da qualche parte tra me e i miei modelli c'è il cosiddetto 'terzo spazio'. L'equilibro è necessario da entrambe le parti affinché si determini una vera energia ibrida. Una volta raggiunto questo equilibrio, ogni modello può portare una parte di sé in questo spazio e nel look.

Con l'arrivo della stagione autunno/inverno, e quindi con il ritorno dell'abbigliamento a strati, abbiamo chiesto a Bevan di darci qualche consiglio su cosa indossare al mattino senza avere un aspetto ingombrante. "L'abbigliamento a strati per me è sempre sinonimo di variabilità. Infatti, oltre alla sua funzione riscaldante, ti consente di ricreare 2-3 look in un solo outfit. Ti permette inoltre di giocare con diverse texture, così da rendere i tessuti complementari nonostante il contrasto."

Un altro trend della collezione autunno/inverno è un pot-pourri di stampe e texture. Come facciamo a sapere se le nostre scelte sono corrette? Bevan ce lo spiega subito: "Lo stile si riconosce perché senti che è quello giusto. L'idea di avere dei limiti quando stai definendo la tua libertà è contraddittoria. A volte bisogna andare contro il ritmo. Se senti che la scelta è giusta, allora lo è. Nessuno può togliertelo dalla testa."

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Quindi, secondo Bevan, quali sono i capi chiave per l'abbigliamento a strati di questo inverno? "Cardigan oversize, cappotti e pesanti stivali industrial. Quello che voglio soprattutto è sentirmi il più comodo e rilassato possibile. Sarà per molti versi un inverno freddo e un'inconscia sensazione di comfort mi serve per riscaldare anche la mente." 'Comfort', per noi, è la parola magica!

L'abbigliamento tono su tono integrale continua a essere di tendenza sia per l'uomo che per la donna. Come possiamo definire il nostro look personale se tutti seguono la stessa moda? "Gli accessori ti permettono sempre di dare al tuo look un quid esclusivo rendendolo assolutamente individuale. E una palette neutra è lo sfondo che più si presta alla propria espressività. I tuoi accessori rendono tutto tridimensionale e portano nuova vita ai look neutri."

Nel nostro nuovo assortimento abbiamo di recente introdotto la Modest Collection, che mira a incoraggiare i nostri clienti a esprimere il proprio stile personale mantenendo al contempo un look sobrio e coperto. Quale consiglio darebbe Bevan ai nostri clienti che aspirano a un look semplice, per motivi religiosi o meno? "Usate un approccio minimal e texture a contrasto. Valorizzate le tonalità tenui, concentratevi sull'abbigliamento a strati e sul variare la silhouette mettendo da parte i capi troppo vistosi. Sviluppate un linguaggio più ponderato, che lasci un margine di interpretazione."

Per questo shooting, i capi da donna e da uomo sono stati pensati allo stesso tempo per modelli femminili e maschili. La questione di genere ha ancora senso in termini di moda e stile? "Credo che gli uomini siano stati a lungo relegati a indossare sempre gli stessi tipici capi. Secondo me, adesso abbiamo la libertà di creare forme diverse e di esprimere il nostro lato androgino. Io, ad esempio, condivido il guardaroba con la mia metà, e questo ci unisce di più e in modo diverso. Le strutture stanno cadendo e i confini sono più labili. LIBERTÀ."

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Nell'attuale stato di pandemia globale e nella vita post-lockdown (con la continua minaccia di un'altra chiusura), abbiamo chiesto a Bevan se siamo ormai definitivamente passati da un look più curato all'estetica comoda e casual della vita in casa. "Credo che il lockdown abbia fatto capire alle persone che quando ci vestiamo lo facciamo innanzitutto per noi stessi. Si dovrebbe puntare molto di più su un look che ci faccia stare bene. E poi credo che abbiamo iniziato a usare il nostro tempo e le nostre cose in maniera più creativa. Inizia a piacerci l'idea del riuso e adesso persino una vecchia T-shirt può trasformarsi in una nuova mascherina."

Cosa ha in serbo per Bevan il resto del 2020, tra le mille incertezze globali e soprattutto all'interno del settore creativo? "Sinceramente mi sento fortunato, perché nei mesi scorsi ho continuato la mia attività nonostante tutto quello che sta succedendo. Sto lavorando a un paio di progetti molto interessanti, ma vista la situazione in continuo cambiamento, sto imparando ad apprezzare il mio futuro più prossimo."