Domande frequenti

1. Primark ha degli stabilimenti propri?

Come la maggior parte dei rivenditori, Primark si rifornisce perlopiù in Paesi d'oltreoceano tra cui India, Cina, Bangladesh, Vietnam e Turchia. La società ha circa 700 fornitori di primo livello che fabbricano i suoi prodotti seguendone le specifiche e i modelli.
Primark non è proprietaria degli stabilimenti che fabbricano i suoi prodotti, ma ha scelto di assumere la responsabilità per gli operai che vi lavorano, nei confronti dei clienti e degli azionisti, per garantire che i prodotti siano realizzati in buone condizioni di lavoro. Circa il 98% delle fabbriche con cui lavoriamo producono anche per altri rivenditori.

2. Primark pubblica l'elenco delle fabbriche con cui lavora?

Non pubblichiamo l'elenco delle fabbriche con cui lavoriamo perché è un'informazione commercialmente sensibile.

3. Primark ha un Codice di Condotta? È molto severo?

Sì. Codice di Condotta di Primark definisce i principi fondamentali che i fornitori devono seguire per garantire che i prodotti siano fabbricati in buone condizioni di lavoro e che gli operai siano trattati in modo corretto e ricevano un salario equo. È basato sull'Ethical Trading Initiative Base Code, che a sua volta è ispirato alle convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) ed è un codice di norme sul lavoro riconosciuto a livello internazionale.

4. Se i fornitori non rispettano il Codice di Condotta Primark "se la dà a gambe"?

No. Primark crede che sia importante collaborare con i fornitori, in modo che possano migliorare le loro performance per soddisfare e mantenere i suoi standard etici. Solo molto di rado, e come ultima spiaggia, Primark valuta la possibilità di risolvere il contratto con un fornitore inadempiente, in conformità al Codice di Condotta.

5. I fornitori possono subappaltare il lavoro che svolgono per Primark?

Il Codice di Condotta di Primark vieta espressamente ai fornitori di subappaltare il lavoro senza l'esplicito consenso di o senza preventivo accordo con Primark.

6. I lavoratori che producono indumenti per Primark ricevono un salario equo?

Il Codice di Condotta di Primark è basato sul'Ethical Trading Initiative Base Code, che stabilisce che "i salari e i benefici versati per una settimana di lavoro standard devono corrispondere almeno ai minimi di legge nazionali o agli standard di riferimento del settore, se superiori. In ogni caso, i salari devono sempre essere sufficienti a soddisfare le necessità di base e a garantire un reddito disponibile". Primark chiede ai suoi fornitori di attenersi a questa norma per tutti i lavoratori della catena di fornitura, inclusi gli operati retribuiti a pezzo, i lavoratori in subappalto, informali e che lavorano da casa. I nostri programmi sono volti a garantire uno stile di vita migliore ai lavoratori, grazie a un salario equo e alla conoscenza dei loro diritti, e insegnando loro a gestire il budget famigliare e a risparmiare in modo efficace. Primark collabora con altre organizzazioni e rivenditori nel tentativo di individuare altri modi per aiutarli a guadagnare un salario dignitoso, ovvero tale da coprire l'intero costo della vita comprensivo di di spese per la salute, l'alimentazione, l'istruzione e la gestione della casa.

Primark è uno dei membri fondatori di ACT (Action, Collaboration, Transformation), un'iniziativa tra marchi e rivenditori internazionali, produttori e sindacati volta ad affrontare il problema dei salari nella catena di fornitura tessile e dell'abbigliamento. L'iniziativa ACT mira a migliorare i salari stabilendo contrattazioni collettive a livello di settore in Paesi chiave, sulla base di standard di produzione di prim'ordine e di pratiche di acquisto responsabile. L'iniziativa attualmente è alle fasi iniziali.

Scheda informativa su ACT

7. Primark istruisce i responsabili acquisti su come acquistare in modo etico?

Sì. Il nostro team per il commercio etico lavora a stretto contatto con i responsabili acquisti e con il team di approvvigionamento, fornendo assistenza quotidiana e gestendo programmi di formazione dedicati, in modo che siano consapevoli delle questioni etiche che coinvolgono i Paesi da cui provengono i nostri prodotti.
Tramite il nostro database degli stabilimenti, creato dal British Standards Institute, i responsabili acquisti ricevono una relazione dettagliata e regolarmente aggiornata su tutti i fornitori e le fabbriche che producono per il loro reparto. La relazione include informazioni sulle performance etiche di ogni stabilimento, sui recenti risultati di audit e su eventuali non conformità sospese, oltre a altri dati fondamentali sull'approvvigionamento. La disponibilità di queste informazioni integrate consente ai responsabili acquisiti di prendere decisioni consapevoli.

8. Ho visto il documentario Panorama su Primark. Qual è stata la reazione di Primark a queste accuse?

Nel 2008 Primark è stata al centro del programma televisivo della BBC Panorama, dal titolo “Primark on the Rack”, che denunciava lo sfruttamento di tre ragazzini per la produzione degli indumenti venduti da Primark. Dopo tre anni, una lunga indagine condotta da Primark e un riesame completo da parte di BBC Trust, quest'ultimo ha confermato che il filmato non era autentico e non sarebbe dovuto andare in onda.
La nostra scheda informativa spiega che cosa è successo e che cosa ha dovuto fare Primark per allontanare queste false accuse e ristabilire la sua reputazione.

9. Primark ha una politica sui lavoratori a domicilio?

Sì. Nell'ambito del nostro programma di auditing e monitoraggio, i nostri fornitori sono tenuti a comunicare se ci sono dei lavoratori a domicilio nella catena di fornitura. Successivamente il nostro personale si reca nelle abitazioni in cui viene svolto il lavoro per parlare con i lavoratori e verificare le condizioni in cui operano. Se le abitazioni soddisfano i requisiti, vengono autorizzate alla produzione di articoli Primark.
Il lavoro a domicilio è una preziosa fonte di reddito per molte famiglie, e spesso offre indipendenza economica alle donne che non potrebbero uscire a causa di convenzioni culturali o responsabilità domestiche.

10. Cos'è il Sumangali e cosa sta facendo Primark per abolire le pratiche di lavoro di questo regime?

Le giovani donne, che rappresentano la maggior parte della forza lavoro dell'industria tessile e dell'abbigliamento dell'India meridionale, spesso sono reclutate da aree rurali periferiche per lavorare negli impianti tessili. Ottengono contratti a tempo indeterminato e un alloggio in albergo, a volte nell'area dello stabilimento, e ricevono un salario mensile, mentre la parte restante del loro compenso viene pagata a forfait al termine del periodo contrattuale. Ciò che di questo sistema attrae le giovani donne e le loro famiglie è che offre un importo forfettario che può essere usato come dote. Sebbene in India il pagamento della dote sia una pratica illegale, in molte aree rurali continua ad esistere. Il programma si chiama sumangali o piano di "assistenza matrimoniale" ed è stato introdotto nell'India meridionale quasi un decennio fa. I rapporti di Anti-Slavery International e SOMO hanno sollevato grosse perplessità sulla sicurezza e il benessere delle lavoratriciori delle fabbriche tessili che applicano questo programma.

Primark, insieme ad altri rivenditori, partecipa a iniziative congiunte volte a individuare rimedi sostenibili a queste pratiche e a offrire condizioni di lavoro sicure e legali alle lavoratrici. Primark fa parte del forum locale della parti interessate, The Tirupur Stakeholders Forum, che include distributori, ONG, sindacati e un'associazione di settore che rappresenta i produttori della regione. Primark contribuisce alle attività del forum, volte a consentire agli stakeholder locali di trovare e applicare soluzioni efficaci.

Il Tamil Nadu Multi-Stakeholder Group, convocato dall'Ethical Trading Initiative, ha il compito di trovare dei modi per sostenere congiuntamente le iniziative e i soggetti locali, incluso il forum, e di portare avanti il lavoro che hanno iniziato. Primark è un membro del gruppo e fa parte del comitato direttivo.

11. Primark ha una politica sull'olio di palma sostenibile?

Sì. Essendo un membro del gruppo di società di ABF, ne condividiamo la posizione sull'approvvigionamento dell'olio di palma. Come membro della Tavola rotonda per l'olio di palma sostenibile (Roundtable on Sustainable Palm Oil, RSPO), ABF è impegnata a promuovere l'incremento della fornitura di olio di palma sostenibile certificato entro il 2015. ABF ha dichiarato che, ferma restando la disponibilità della fornitura, tutte le sue imprese useranno solo olio di palma sostenibile certificato.

12. Primark ha una politica sui test sugli animali?

Sì. Primark non conduce né commissiona test sugli animali. Le nostre condizioni generali con i fornitori specificano che i cosmetici e i relativi ingredienti non devono essere testati sugli animali.

13. Primark ha una politica sull'uso dell'angora?

In seguito alle preoccupazioni per il benessere degli animali e l'uso dell'angora nell'abbigliamento, la società ha smesso di ordinare tutti i prodotti che contengono angora.

14. Primark usa la sabbiatura sui suoi prodotti?

Nel 2010 Primark ha preso la decisione aziendale di interrompere l'uso della sabbiatura su tutti i prodotti, dopo che sono emerse preoccupazioni sui potenziali rischi per la salute dei lavoratori. Nel corso del 2011, insieme ai responsabili acquisti e ai fornitori abbiamo cercato possibili tecniche alternative, sicure e praticabili. Durante questo periodo abbiamo eliminato gradualmente i prodotti soggetti a sabbiatura. Nell'ottobre 2011, Primark aveva definitivamente abolito questo processo dalla sua catena di fornitura.

15. Primark usa il cuoio?

Primark usa il cuoio in alcuni prodotti, soprattutto gli accessori e le scarpe. Attualmente stiamo lavorando alla mappatura e alla valutazione delle concerie della nostra catena di fornitura.

16. Primark vende cotone organico o del commercio equo?

In passato abbiamo venduto prodotti in cotone organico e, a seconda della domanda del mercato, prevediamo di vendere prodotti in cotone organico e del commercio equo in futuro.

17. Primark ha aderito alla campagna Detox di Greenpeace?

Sì. Da lungo tempo Primark riconosce l'importanza di ridurre l'impatto ambientale del processo di produzione e si è impegnata a collaborare con il settore e le parti interessate, inclusa Greenpeace, per vietare l'uso di alcune sostanze chimiche dalla catena di fornitura. Nell'ambito di questo impegno, Primark è diventata un membro del Gruppo ZDHC (Zero Discharge of Hazardous Chemicals), un gruppo di lavoro del settore formato dai principali marchi di abbigliamento e calzature.

Il nostro Impegno Detox per la graduale eliminazione di alcune sostanze chimiche è stato pubblicato nel 2014, ed è accompagnato dall'Elenco delle sostanze soggette a restrizioni di Primark.

18. Primark ha una politica sull'uso del cotone Uzbeko?

Primark ha aderito al Responsible Sourcing Network’s Cotton Pledge, che sancisce l'impegno a non usare consapevolmente cotone Uzbeko per la produzione dei suoi prodotti.

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